Gravidanza e maternità: pensieri ed emozioni.

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Il desiderio di un figlio è presente prima che esista la possibilità fisiologica di crearne uno ed è presagito nel gioco e nella fantasia durante i primi anni dell’infanzia (Pines, 1977).

È importante ricordare che desiderio di gravidanza e desiderio di maternità non sempre coincidono, dal momento che ci sono molte ragioni intrapsichiche che sottendono una gravidanza e che non hanno nulla a che fare con il desiderio di occuparsi e di accudire un bambino. Scrive la Pines (1972) «nel desiderio di un figlio può prevalere da un lato il bisogno narcisistico di provare che il proprio corpo funziona come quello della madre oppure prevalere la disponibilità ad occuparsi e prendersi cura di un bambino».

È necessario comunque che questa disponibilità evolva e maturi affinché si possa realizzare una «gravidanza psicologica» (Ferrara Mori, 2008) ovvero la «fantasticheria della madre» (Marinopoulos, 2005), intesa come la creazione di quello spazio mentale dove poter pensare e contenere il bambino che verrà, che inizia prima del concepimento nel periodo in cui la gravidanza è attesa e cercata.

Dopo circa quaranta anni di studi sullo sviluppo di un coinvolgimento affettivo verso il bambino prima della nascita, non vi sono dubbi che le madri possano sviluppare molto precocemente un legame di attaccamento prenatale. L’attaccamento prenatale o materno-fetale è un costrutto psicologico che descrive atteggiamenti, comportamenti, rappresentazioni e fantasie che si sviluppano durante la gravidanza nella mente dei genitori nei confronti del bambino.

La Benedek 1959 ha definito la gravidanza come un evento psicosomatico che genera modificazioni sia fisiologiche che psicologiche.La gravidanza, richiede alla psicologia della donna di ristrutturare una nuova immagine di sé assumendo un nuovo ruolo all’interno del ciclo di vita.

Il modo in cui la donna può preservare il proprio benessere in gravidanza è molto importante. Non solo perchè la aiuta ad affrontare meglio i 9 mesi di attesa e può prevenire fenomeni come la depressione post-partum, ma anche perchè questo la aiuterà dopo il parto, una volta iniziata l’avventura della maternità. Alcune modalità o accorgimenti fondamentali per la promozione del benessere sono:

  • Informazione: essere informate su cosa avviene in gravidanza, parto e nel puerperio possono aiutare a comprendere meglio gli eventi ed eventuali stati d’animo ,oltre a favorire una miglior capacità di padroneggiare e gestire il tutto. La conoscenza in merito genera infatti sicurezza e tranquillità. A tal proposito i Corsi Pre-parto e/o anche Post parto, Corsi di yoga e  Corsi ed acquaticità in gravidanzasono i luoghi più adeguati per fornire una preparazione al parto e puerperio. Inoltre le donne possono aver modo di conoscere ostetriche o figure di riferimento importanti sulle quali fare affidamento;
  • Confronto: il poter confrontare la propria esperienza con altre future mamme è un elemento molto importante, anche in questo caso i Corsi pre e post -parto favoriscono questa possibilità di conoscere tante altre persone e il confronto, il dialogo e l’instaurarsi di nuove amicizie o relazioni può favorire stati d’animo di sicurezza, serenità e di “unione”, aiuta a non sentirsi sole in questa importante avventura; oppure ci si può confrontare con amiche o parenti che hanno già vissuto questa esperienza;
  • Tecniche di rilassamento: vengono sempre più utilizzate e insegnate nei corsi di preparazione al parto e sono molto benefiche, soprattutto il Training Autogeno, in quanto aiuta a rilassarsi, ad ascoltare il proprio corpo e le proprie emozioni ed è molto utile anche nella gestione del travaglio, del parto, ma anche dopo nella nuova vita con il proprio bambino;
  • Supporto sociale, è importante poter contare su figure significative sia in gravidanza che nel post parto; può essere la propria mamma, o amiche o parenti o comunque figure significative con cui si ha un buon legame affettivo, che possono dare un supporto sia emotivo che pratico soprattutto nel periodo successivo al parto. Anche l’ostetrica di fiducia può avere un ruolo importante e di supporto;
  • Mantenere attiva la relazione di coppia e la sessualità, è importante infatti cercare sempre di coinvolgere il partner durante tutta la gravidanza e nel post parto, non solo perchè in questo modo si fa sentire partecipe anche il futuro padre, ma anche perchè la condivisione dell’esperienza come futuri genitori può rafforzare l’unione e il legame di coppia e aiuta a superare dubbi e paure che entrambi i futuri genitori possono avere. Anche il mantenimento della sessualità è importante, qualora non ci siano problemi o complicazioni fisiche per la donna, sia per mantenere buona l’autostima della futura mamma, sia per rafforzare ulteriormente l’intesa e il legame con il partner e mantenere un senso della coppia autentico.

La letteratura ha evidenziato che soprattutto le primipare appaiono molto vulnerabili nel post-partum e necessitano di un adeguato supporto emotivo da parte del partner, della madre, di altri parenti e di esperti per l’accudimento del piccolo, l’allattamento e il riconoscimento dei segnali di benessere e di malessere del bambino. Il rientro a casa, l’allattamento, l’adattamento ai ritmi biologici del bambino sono i principali vissuti del puerperio. La neo-mamma può temere di fallire nel suo ruolo e questo le procura ansia e talvolta uno stato depressivo (Della Vedova e al., 2008). Per questo, è possibile che insorgano disturbi psicopatologici ai quali si presta sempre maggiore attenzione nell’ambito della prevenzione e del trattamento (Bellantuono e al., 2007). La letteratura classifica questi disturbi in 3 categorie principali: Maternity Blues, depressione post-partum e psicosi puerperale.

Il Maternity Blues rappresenta il disturbo emotivo più comune e, allo stesso tempo, più lieve e transitorio, che ricorre molto spesso nella prima settimana dopo il parto. È stata rilevata una prevalenza variabile dal 50 all’85% e questa non sembra differire tra le culture. Questo disturbo è caratterizzato dal seguente quadro sintomatologico: tendenza al pianto, irritabilità, labilità dell’umore, disturbi del sonno, tristezza. Sebbene questo disturbo sia considerato una conseguenza fisiologica del parto, nel 20% dei casi evolve in un Episodio Depressivo Maggiore nel giro di un anno (Caroti e Al., 2007).

La depressione post-partum richiede una diagnosi differenziale rispetto al Maternity Blues. L’insorgenza può avvenire anche in gravidanza: nel sesto mese, la depressione colpisce approssimativamente il 10% delle donne di età compresa tra i 25 e i 44 anni (Cooper, Murray, 1998). I sintomi più frequenti sono: tristezza, sentimenti di colpa o di autosvalutazione eccessivi o inappropriati, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno e dell’appetito, astenia. In molti casi, i sintomi d’ansia possono associarsi per comorbidità a sintomi depressivi. L’esordio ella depressione è previsto entro i primi 3 mesi dal parto e la durata media è di alcuni mesi. Le cause sono molteplici; i sintomi si possono ricondurre a fattori di tipo ormonale o di natura emotiva: il cambiamento fisico e della concezione di sé, la sensazione di perdita della libertà e della propria identità. Ad essi si aggiungono fattori pratici, tra cui l’alterazione del ritmo sonno-veglia a causa dell’allattamento e variabili psicosociali, quali una relazione insoddisfacente con il partner, la mancanza di supporto sociale, difficoltà economiche, ecc., inoltre potrebbero concorrere anche altri fattori neonatali del bambino tra cui il temperamento e fattori ostetrici e perinatali.

La psicosi puerperale è il disturbo psichiatrico più grave e raro. I sintomi caratteristici sono: deliri, allucinazioni, brusche oscillazioni dell’umore, disturbi del comportamento. La madre manifesta un rifiuto totale del piccolo e per la maggior parte del giorno appare triste ed apatica, tanto da non dedicarsi neanche alla cura del sé. Spesso compaiono idee paranoidi di persecuzione e si rileva un alto rischio di suicidio e di infanticidio.

Questi disturbi hanno delle conseguenze sia a breve che a lungo termine anche sul bambino e sulla relazione di attaccamento tra madre e bambino. Da questo, si comprende, quanto sia fondamentale una precoce individuazione dei sintomi per evitare che il disturbo si aggravi e per poter intervenire tempestivamente.

Chiedere aiuto e sostegno è importante, oltre a condividere sempre con il partner o famigliari stati d’animo, paure, preoccupazioni, rivolgersi se necessario a professionisti psicologi e/o psicoterapeuti, se ci si accorge di avere una certa difficoltà o sofferenza psicologica sia in gravidanza che nel post parto o anche solo per avere un supporto o dar voce alle proprie emozioni. Come si può notare la gravidanza è un evento bellissimo e alquanto delicatissimo e pieno di cambiamenti per gli equilibri della donna e della famiglia che la circonda, ma con un’attenzione particolare a se stesse e al promuovere il proprio benessere, si può riuscire a vivere la gravidanza nel modo migliore, senza comunque aver timore di pensieri e paure che sono del tutto normali ma che rendono anche queste unica questa esperienza di vita.

Io stessa, ho scritto questo articolo pensando all’esperienza di gravidanza che sto vivendo, voglio incoraggiare qualsiasi futura mamma a vivere al meglio questa meravigliosa avventura.

Concludo con una citazione dal testo “La gravidanza vista dall’interno” di Raphael-Leff (2014):

Quanto alla gravidanza  quello che ho dentro è un essere benvenuto e sono felice che ci sia. Sono io che l’ho invitato, sento che ha preso il controllo in maniera creativa, non invasiva. Il bambino non mi fa richieste irragionevoli, è una sensazione benevola. Sono sempre più legata a questa creatura che si muove dentro di me, e osservo anche come risponde alle cose. Ma non voglio fantasticare troppo, a rischio di rimanere delusa: questo bambino è una persona con le sue risposte e con una personalità, che sono sinceramente curiosa di conoscere. Non voglio introdurre le mie aspettative personali, è meglio aspettare e stare a guardare e vedere come si sviluppano queste qualità nel corso del tempo.

 

Dott.ssa Carmen Guarino

Psicologa Psicoterapeuta

Specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

 

Riferimenti bibliografici:

  • Benvenuti P., Ciatti S., Clerici L., Poggi L. (1988): Il bambino della fantasia e il feto dell’ecografia. Considerazioni sulla dialettica immaginario-realtà nell’esperienza dell’ecografia in gravidanza. Medicina Psicosomatica, 33, pp. 215-229;
  • Raphael-Leff, J. (2014). La gravidanza vista dall’interno. Astrolabio: Roma;
  • Schaffer, H.R. (2005). Psicologia dello sviluppo. Raffaello Cortina: Milano;
  • Bastianoni, P., Taurino, A. (2009). Famiglie e genitorialità oggi: nuovi significati e prospettive. Unicopli: Milano;
  • Bramanti, D. (1999). Coniugalità e genitorialità: i legami familiari nella società complessa: Atti del Primo Seminario Internazionale del Redif. Milano: Vita e pensiero;
  • Caroti, E., Fonzi, L., Bersani, G. (2007). Modelli neurobiologici nei disturbi dell’umore post-partum. Rivista di psichiatria, 42 (6), 366-376.

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